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Massimo Bottura cucinerà con una lanterna in testa in una dark room. Il movimento gastronomico francese Le Fooding porta per la prima volta in Italia le sue performances (il 15 ottobre a Mila

no) con un gruppo internazionale di chef che cucineranno all’insegna del “primitivismo”.

Il termine Le Fooding è stato coniato dieci anni fa dal giornalista francese Alexandre Cammas attraverso la contrazione delle parole  “food” e “feeling” e punta a stravolgere le regole che vigono in ambito gastronomico a favore di una maggiore spontaneità, informalità e gioco. A contare non sono più le stelle Michelin e l’impostazione sussiegosa e snobistica della tavola quanto il mangiare bene e il provare emozioni. Decisivo è solo il talento, ed è indifferente se questo si esprime in un ristorante, in una pizzeria, in un bistrot o persino in un fast food.

 

 

Il successo del movimento – un po’ dada, un po’ futurista – è stato tale che secondo Le Figaro il cibo francese è oggi diviso in due famiglie: da una parte la Michelin, il suo status e la sua ritualità (ma anche il suo lungo secolo di esperienza) e dall’altra la Guida Fooding (il movimento produce anche una Guida) che rompe con tutti codici stellati raccogliendo il meglio della nuova generazione di chef francesi.

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Le Fooding si è fatto conoscere grazie all’organizzazione di una serie di eventi unici e divertenti (ormai famosi i suoi picnic: nella foto sopra, la fila a Parigi per partecipare alla festa d’estate) prima in Francia, poi negli Stati Uniti, a New York, dove il protagonista è un cibo che coinvolge tutti i sensi attraverso un mix di artisti, dj, designers. Ora il movimento arriva nello Stivale.

 

 

 

 

L’ouverture italiana scatterà dunque a metà ottobre, nella particolare cornice di Via Tortona n.31, dove si esibiranno alcuni tra i migliori cuochi italiani quali Cracco, Scabin, Bottura, Aimo e Nadia, Cesare Battisti, Galdina ai quali si affiancheranno colleghi di fama internazionale come Renè Redzepi, Iñaki Aizpitarte, David Chang (proprio il locale newyorkese di David Chang, il Momofuku Noodle bar, con la sua cucina informale e succolenta così in linea con lo spirito del tempo, è considerato un cult).
Nel festival milanese gli chef internazionali concepirannno ricette primitive, da mangiare con le mani. Il tutto sarà condito dal sound dei Crookers e di Nicola Guiducci, animatore delle serate milanesi al Plastic.

 

 

Lo scanzonato designer Paolo Ulian realizzerà per l’occasione dei “libretti delle istruzioni” che permetteranno agli ospiti di affrontare con le dita i piatti che i vari chef prepareranno.

 

 

Nicolai Lilin, autore di “Educazione Siberiana” e “Caduta libera”, noto anche per la sua attività di tatuatore, preparerà dei timbri “simil-tatuaggi” che serviranno a riconoscere i partecipanti all’evento.

 

 

 

 

Raffaella Prandi

21.06.2010

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