11 stand di street food, un ristorante guidato da un giovane chef di talento, l’enoteca e la scuola di panificazione. È il volto del nuovo piano rialzato che inaugura al Mercato Orientale di Genova, in attività da 120 anni, e ora pronto per un salto di qualità.

Il nuovo Mercato Orientale. Un polo d’attrazione per Genova

Tutto è pronto, a Genova, per l’inaugurazione del nuovo Mercato Orientale. O meglio, per svelare il restauro della storica struttura, che ha consentito di concretizzare un progetto in cantiere da qualche anno. In queste occasioni si spendono spesso paragoni importanti, citando Barcellona, il Nord Europa, le food hall londinesi. Ma in un momento in cui Genova ha bisogno di ribadire forte e chiaro di che pasta è fatta, raccontando di sé e della sua storia, ci pensa il sindaco Bucci a sgombrare il campo da vezzi esterofili: “Genova è molto meglio”, risponde con una battuta che nasconde un po’ di sano campanilismo a chi lo interroga sul futuro del mercato. Più concretamente, il sindaco di Genova rivendica la volontà di rendere la città più competitiva sotto il profilo turistico, restituendo al contempo ai cittadini uno spazio di aggregazione dove vivere tutta la giornata, sul modello – perché questo è indubbio – dei mercati gastronomici che dilagano in molti Paesi del mondo, e in Italia hanno trovato un esempio da imitare nel Mercato Centrale di Firenze (oggi anche a Roma, Torino e presto a Milano).

La copertura a vetri del Mercato Orientale di Genova

MOG. Come nasce il progetto

Di questo progetto, che ripensa in chiave moderna il mercato più frequentato del capoluogo ligure, Bucci sottolinea in primis la posizione strategica, tra il porto e il centro cittadino. L’idea, peraltro, si innesta sulla storia di un edificio di grande fascino, in attività come mercato dalla fine dell’Ottocento, sul luogo che un tempo ospitava il chiostro dell’antico Convento della Consolazione, nei pressi della porta orientale di accesso a Genova. Alla fine del 2016 risale la prima delibera favorevole della giunta comunale per sfruttare gli spazi del piano superiore – sotto le belle coperture vetrate – dotandoli di un nuovo sistema di servizi, così da contrastare il fenomeno di abbandoni e chiusure che accomuna il plateatico genovese a quelli di molte altre città italiane. Ora il progetto si compie, pur con un bel ritardo sui piani iniziali, e con la speranza di replicare presto il modello in altri mercati rionali dell’area centrale, anche se già in passato Genova ci ha provato, senza troppo successo, al mercato del Carmine (chiuso da dicembre scorso, in attesa di una nuova gestione). Intanto, però, il 7 maggio – esattamente 120 anni dopo l’inaugurazione del mercato storico –  si parte con la festa inaugurale del nuovo MOG, affidato alle cure della società omonima (presidente è Marco Cambi), che si è aggiudicata il bando per il recupero e il rilancio del mercato, e opererà in sintonia con il Consorzio di gestione del Mercato Orientale.

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Pasta al pesto con foglie di basilico

La Piazza del Gusto e il ristorante d’autore

Food, formazione e qualità sono le parole d’ordine del progetto, che si articolerà intorno a 11 stand gastronomici di street food improntati alla tradizione territoriale, un bar, un’enoteca, una scuola di cucina e una di panificazione, disposti nel piano rialzato abbandonato da anni (circa 2mila metri quadri in tutto). Sotto resteranno i banchi storici, sopra si proporrà un’offerta di street food: lo spunto per la sistemazione del nuovo spazio è arrivato dai mercati storici ottocenteschi già ripensati in questa chiave (dalla Boqueria a San Miguel in Spagna, al già citato mercato di San Lorenzo a Firenze). Ci saranno dunque il pesto di Roberto Panizza, la pasta fresca (tra tortelli di magro e trofie alle castagne), la focaccia (la Fokaccia di Massimo Travaglini) e la paninoteca con specialità liguri (La Gusteria, specializzata in trippa, fegato e frattaglie, con lo zampino dello chef Ivano Ricchebono), ma anche il banco della carne e della pescheria con cucina (con menu “ittiturismo”, dalla buridda della tradizione alla salsiccia di pesce), la pizza al padellino (la pissalandrea del Ponente ligure), il gelato.

Un taco servito con lime

Ma anche i tacos. Si potrà mangiare ai tavoli comuni d’ordinanza (270 i posti), dalle 10 a mezzanotte con apertura no stop. Ma lo spazio ospiterà anche un ristorante, guidato dallo chef Daniele Rebosio, giovane cuoco genovese che si è fatto le ossa nella brigata di Alain Ducasse, a Parigi, che al mercato proporrà una cucina moderna, ma di territorio, al servizio delle materie prime. 50 posti a sedere con parete vetrata affacciata sulla Piazza del Gusto.

MOG – Genova – via XX Settembre, 75r – inaugurazione 7 maggio alle 17.30 – www.moggenova.it

a cura di Livia Montagnoli

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